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Auro e nano. Una discussione sulle nano-particelle nelle pitture.

Copertina AURO e nano
Pubblichiamo qui un breve riassunto di un articolo scritto da H. Fischer, relativamente alle nano-particelle.
Consideriamo molto problematica la produzione e l'applicazione di particelle i cui diametri sono dell'ordine di uno o pochi nanometri (= 1 milionesimo di millimetro) e che vengono a contatto diretto con il corpo (attraverso tessuti, cosmetici, spray etc.). Noi siamo completamente d'accordo, in questo senso, con quelle persone che attualmente lanciano campagne e-mail contro nanoprodotti, anche se lo fanno a causa di motivi completamente diversi, cioè con chiara evidenza di concorrenza.
Ci sono essenzialmente tre solide ragioni scientifiche per la nostra visione critica:
  1. Essendo tali particelle di dimensioni estremamente ridotte da essere verosimilmente definite reali nanoparticelle, tanto da essere difficilmente intercettabili dalle barriere che si sono sviluppate nel corso dell'evoluzione per fornire protezione contro corpi estranei (membrane cellulari, cilia, barriere capillari, etc.). Si comportano come i gas nel volume dell'aria inalata e come tali penetrano nelle regioni più profonde dei polmoni. Quando vengono applicate sulla pelle o nel sangue quasi si comportano come principi attivi solubili o riassorbibili.
  2. Le nanoparticelle reali, cioè tali da avere una dimensione che varia da uno a diversi nanometri possiedono proprietà fisiche completamente differenti rispetto al materiale originale di cui sono fatte o a cui assomigliano da un punto di vista puramente chimico. Ciò significa che una sostanza altrimenti innocua nel suo stato di "grande dimensione" può essere trasformata in una sostanza problematica mediante la sua frammentazione giù nella vera nano-gamma.
  3. Dal momento che recentemente è diventato possibile realizzare prodotti con una ristretta scala granulometrica che va da circa 1 a 5 nanometri, e dal momento che tali particelle nano-piccole non sono praticamente presenti in natura in tali granulometrie, non abbiamo alcuna esperienza o informazione sugli effetti che i prodotti contenenti esclusivamente, o quasi completamente, tali sostanze possono provocare nel tempo. Questo è lo stesso concetto con il quale abbiamo sempre lottato contro i solventi sintetici come i composti isoalifatici, o i pigmenti organici sintetici come coloranti azoici. (Stranamente, oggi incontriamo tra questi "combattenti anti-nano" persone che hanno applicato tali sostanze senza scrupoli, e alcuni di loro ancora continuano a farlo).
Dopo la valutazione critica fatta nella prima sezione, dovrebbe essere chiaro: La Pittura Fotocatalitica – Bianco Fresco AURO n°328 NON è certamente un "nanoprodotto"! Come logica conseguenza un tale termine, o addirittura una pubblicità conseguente, non può essere trovata nelle informazioni che riguardano tale prodotto né viene utilizzata dalla nostra Azienda.
Tale affermazione e definizione è totalmente estranea alla nostra filosofia e viene utilizzata da persone per evidenti interessi concorrenziali tesi a squalificare il successo che il prodotto AURO sta riscuotendo.
L'associazione più o meno distinta della Pittura Bianco-Fresco con altri prodotti convenzionali, a cui viene attribuito un effetto di pulizia dell'aria negli ambienti basata sulla fotocatalisi, è oltretutto falso. La pittura AURO è uno sviluppo completamente nuovo che si basa (in conformità con la mission AURO) su altri leganti e principi attivi e non è in alcun modo paragonabile con qualsiasi prodotto convenzionale presente sul mercato.
La realtà è la seguente: la dimensione delle particelle delle sostanze minerali attive che usiamo sono in media di circa 0,2 micrometri. Per confronto: una nanoparticella "reale" dovrebbe avere una dimensione di circa. 0,001-0,005 micrometri, che è più piccolo di diversi ordini di grandezza! In altre parole, le sostanze minerali che utilizziamo sono veri pigmenti, aventi dimensioni paragonabili a pigmenti "normali" (come Crema di Calce, Biossido di Titanio, Ossidi di Ferro, o Pigmenti Terrosi) - per questo motivo, non hanno nulla a che fare con "nano".
Le Pitture "non-nano" contengono particelle di dimensioni "nano"?
Certamente! E questo vale per QUALSIASI polvere fine, quindi per tutti i pigmenti e cariche, ma anche per ogni tipo di polveri sottili, anche nel normale terreno secco del giardino. La ragione di questo è piuttosto semplice: qualsiasi terra fine in polvere contiene particelle di varie dimensioni, più grandi ma anche particelle più fini o medie.
La discussione attuale ha assunto ancora altre forme strane. Ad esempio, nel corso della discussione anti-nano (mirata comunque su un bersaglio sbagliato) vi è stato il maldestro tentativo di denigrare l'azione di pulizia dell'aria domestica delle pittura ad efficace azione foto- catalitica (come AURO Pittura Fotocatalitica – Bianco Fresco n°328), volendo attribuirgli un significato negativo.
L'argomentazione, poco accettabile sotto il profilo scientifico, persegue le seguenti argomentazioni dall’insolita logica: poiché l'azione di pulizia dell'aria domestica mediante la pittura murale avviene con degradazione catalitica di inquinanti situati sulla superficie, ecco che si produrrebbero pericolose sostanze degradate.
Seguendo la stessa logica, gli autori dovrebbero esigere che i convertitori catalitici siano rimossi da tutti i veicoli moderni e che quindi si torni indietro all'aria carica di smog urbano degli anni 1970. Un moderno convertitore di scarico in pratica lavora così: degrada le sostanze inquinanti dei gas di scarico (specialmente idrocarburi incombusti della benzina) attraverso un’azione catalitica sulla superficie del convertitore - producendo così residui degradati, e questo è lo scopo finale. Quindi, come è comprensibile e verificabile da ognuno, questi prodotti di degradazione sono completamente sicuri e in ogni caso, sono decisamente meno pericolosi degli stessi inquinanti cataliticamente degradati.
Nella logica di questo principio, prodotti come la Pittura Fotocatalitica – Bianco Fresco AURO danno (seppur piccolo) un contributo alla decomposizione dello smog indoor.
Per ironia della sorte, inoltre, queste pitture murali sono in grado di degradare, in linea di principio, anche quelle molecole di solvente che derivano dallo spirito di petrolio o isoalifati che sono ancora contenute in numerosi prodotti dei nostri concorrenti, nonostante i limiti severi imposti dall'ordinanza sui solventi che è entrata in vigore dal 1 ° gennaio 2007.

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